Ricevo e pubblico questa mail inviatami da Mario Narducci presidente di Spinning Club Italia, ogni mio commento, mi sembra superfluo. Gionata Paolicchi
Carissimi tutti,
tanto per stare “allegri” anche nel periodo delle vacanze vi giro questo messaggio che l’amico Vainer dello SCI Piacenza mi ha gentilmente girato.
Una volta di più si dimostra come al giorno d’oggi per mantenere la possibilità di pescare con un minimo di soddisfazione non possiamo non interessarci anche all’ambiente dove la pesca si colloca.
Buone ferie a tutti
Mario Narducci
Ricevo e giro a tutti quelli che hanno a cuore la vita degli ambienti acquatici. Un caro saluto.
Alberto Faggioni
Cari tutti,
non so se siete a conoscenza che quest’anno, nelle risaie piemontesi e lombarde, è stato usato un prodotto per combattere il punteruolo acquatico del riso (Lissorhoptrus oryzophilus).
Tale prodotto (CONTEST, a base di cipermetrina), cito testualmente dal sito http://agricolturaonweb.imagelinenetwork.com/agripiazza/estensione-provvisoria-eccezionale-per-il-contest-di-basf-07865.cfm “ha ottenuto l’estensione provvisoria eccezionale
valida per 120 giorni, a partire dal 31 Marzo 2009 fino al 28 Luglio 2009 ed è stata ottenuta grazie alle richieste inviate al Ministero della Salute e delle Politiche Agricole da parte dell’Ente Nazionale Risi con il supporto dei Servizi Fitosanitari della Regione Lombardia e Piemonte, legate all’oggettiva mancanza di soluzioni ad oggi utilizzabili per controllare questo insetto”.
Il problema è che tale prodotto uccide tutte le forme di vita acquatiche che incontra, inclusi pesci, larve di anfibi (e forse anche gli adulti – molti negli allegati della Direttiva Habitat) e gli invertebrati acquatici.
Tra Piemonte e Lombardia si parla di 200.000 ettari di risaie, il che significa una strage biologica (anche su specie della direttiva habitat) di proporzioni enormi causata da un prodotto che, come dice l’etichetta (scaricabile dall’indirizzo email che vi ho inoltrato) “Altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per I’ambiente acquatico”.
E magari molti di questi agricoltori prendono anche i sussidi agroambientali, e alcune di queste risaie ricadono in siti Natura 2000 (e chi ha visto la valutazione di incidenza ?).
E’ il caso che le Associazioni ambientaliste e le persone sensibili facciano qualcosa perchè questo sia il primo e l’ultimo anno in cui sia permesso (in deroga) un disastro del genere.
Per favore diffondete la notizia anche a scala nazionale.
Un saluto a tutti
Roberto Sindaco
10 Luglio 2009 alle 10:19 am
Che ci si vuole aspettare da un paese di imprenditori? Non c’è niente da fare, purtroppo la politica è dentro questa notizia e non va tralasciata. Parlo da perito agrario e mi metto nei panni degli agricoltori, i quali rischiano perdite importanti per le loro tasche…ma siamo sicuri sia stata fatta una giusta prevenzione? Come mai la lotta biologica non è sfruttata? Sono convinto che questi parametri non vengono neanche presi in considerazione per un triplice motivo: 1) il tempo impiegato per queste pratiche “in campo” sarebbe superiore rispetto ad una agricoltura tradizionale; 2) un certo tipo di trattamenti biologici richiedono una discreta quantità di manodopera;3) scetticismo generale per trattamenti alternativi alle solite “bombe chimiche”, di cui conosciamo già gli effetti. Il risultato? I nostri cari “avvelenatori autorizzati” non scuciono moneta per la prevenzione, seminano, aspettano e trattano. Ma il prossimo? Lo vogliamo considerare? Tutto l’ambiente che ci circonda? E’ tanto tempo che le cose vanno avanti così, una mano lava l’altra, chi ha potere decisionale va avanti con lo spirito di arricchirsi e basta!! Non è il modo di fare, ma cosa vogliamo aspettarci da un paese che ritorna al nucleare?
11 Luglio 2009 alle 9:12 pm
[...] Stralcio dall’ articolo di Gionata Paolicchi su http://pescareonline.wordpress.com [...]